Lucca
Lucca ha una fondazione molto antica, che risale ben oltre l'era cristiana; ma è difficile dire se sia di matrice ligure o etrusca, poiché ovviamente è assai parziale il ritrovamento di dati che documentino l'una o l'altra ipotesi. Tuttavia fu certamente una colonia romana e un visitatore attento ne rintraccia alcuni elementi anche semplicemente passeggiando per le vie cittadine: se infatti percorre via Fillungo, partendo da piazza S.Frediano e prosegue più o meno a dritto fino a via S.Girolamo, ha senza saperlo percorso l'antico tracciato del cardo, come i romani chiamavano la via che tagliava da nord a sud i loro centri abitati.
Nello stesso modo, se dalla odierna porta S.Gervasio giunge fino alla porta S.Donato, ha percorso il decumano, cioè la via che attraversava l'abitato da est ad ovest. La struttura e l'ordinamento di stampo romano della città si fusero ben presto con le forme e l'organizzazione del cristianesimo; più tardi Lucca attraversa una "stagione" longobarda e una carolingia, durante le quali assunse un ruolo privilegiato e una certa importanza: capoluogo della Tuscia, importante nodo viario, precoce centro commerciale e sede di una zecca. Si giunge così a quel periodo che possiamo collocare, per ragioni di brevità e chiarezza, circa tra il 1050 e il 1300, durante il quale, a Lucca come in altre città, una nuova assunzione di responsabilità da parte della collettività dette luogo ad un processo innovativo di sviluppo urbano e commerciale.
Nasce in questo modo il comune, Lucca diviene e si consolida come città-Stato autonoma, si costruisce una nuova cerchia di mura perché l'area urbana si è ampliata, crescono i commerci e la popolazione, si erigono nuovi edifici. Negli ultimi decenni del 1200 il numero dei cittadini lucchesi è tra le 10.000 e le 20.000 unità e si calcola che nel giro di un secolo siano state edificate 700 nuove abitazioni, chiese e torri gentilizie. Gli imperatori visitano spesso la città, le concedono una serie di importanti riconoscimenti, come per esempio la conferma del diritto di battere moneta, e il comune si rafforza, trovando un equilibrio tra le sue proprie esigenze e quelle imperiali.
Durante il XIII secolo fioriscono moltissime corporazioni delle Arti artigiane e commerciali; ad esse facevano capo i cambiavalute, i notai, i fornai, i medici, gli speziali, i setaioli e tante altre categorie. Gli scopi principali delle varie corporazioni erano di regolare e proteggere l'esercizio del mestiere e determinare i salari. Nello stesso periodo troviamo la città suddivisa in cinque parti corrispondenti alle porte di S.Donato, S.Pietro, S.Gervasio, S.Frediano e di Borgo. A ridosso delle mura vi erano i sobborghi, a loro volta circondati da un territorio pianeggiante e fertile detto le Sei Miglia, mentre il contado posto oltre le Sei Miglia era diviso in undici distretti, detti vicarie. Più tardi l'antica ripartizione urbana in cinque settori fu sostituita da una nuova suddivisione in tre parti, o terzieri, che si chiamarono terziere di S.Paolino, di S.Martino e di S.Salvatore.
I contrasti con Pisa, che è la città più vicina, e la lotta per espandersi e dominare il contado sono una costante della vita politica della città. A questa e ad altre difficoltà il comune risponde dandosi un'organizzazione di governo elastica, nel senso che è pronta a mutare i suoi istituti di fronte alle diverse esigenze che si pongono. Tuttavia le istituzioni che rimangono essenzialmente uguali nel corso dei secoli e che stanno alla base dell'ordinamento politico sono il Collegio degli Anziani, il Consiglio Generale o Maggiore e il Consiglio Minore o del popolo, affiancati naturalmente da molti altri organismi e commissioni, dette balie. A questi tre Consigli competevano sia l'attività legislativa che quella esecutiva, mentre l'amministrazione della giustizia penale era propria del Podestà, una magistratura che, assai importante in età medievale, viene invece svuotata di molte delle sue prerogative dopo il secolo XIV. Al contrario di altre città italiane, due sole volte nel corso della propria storia Lucca conosce il fenomeno della signoria: la prima dal 1316 al 1328 ad opera di Castruccio Castracani degli Antelminelli, un condottiero divenuto nel tempo quasi leggendario, che appena giunto al potere attua una politica espansionistica per ampliare i confini lucchesi.
Le quattro cerchie delle mura della Repubblica lucchese
Con quella attuale, Lucca ha avuto ben quattro cerchie di mura; la
prima risale al 180 a.c., la seconda alla prima metà del 1200 e la
terza - almeno ufficialmente - con inizio nel 1376 e finita nei primi
anni del 1500.
Le mura del 180 a.c. furono costruite dai Romani per difendersi dagli attacchi e dalle scorrerie dei Liguri-Apuani, una popolazione di origine celtica che invase l'alta Garfagnana e le alte valli della Lima intorno ai primi anni del 300 a.c. Ebbero dunque la funzione di un grande "castrum" fortificato che resistette praticamente intatto, fino al primo quarto del XIII secolo dopo Cristo. Le sue mura erano tanto sicure, che nel 55 a.c. ospitarono il famo- so triunvirato tra Cesare, Pompeo e Crasso
Nel 553 d.c. resistettero per molti mesi all'assedio di Narsete, il
grande generale bizantino di Giustiniano e la città si arrese per
fame, ma non perchè fossero distrutte le sue difese.
Le mura romane erano costruite con grossi blocchi di travertino
che veniva prelevato da alcune cave ubicate vicino alla città di Pisa:
erano alte circa 7-8 metri e spesse 2,50. Erano merlate (con
merli di tipo guelfo) ed avevano il cammino di ronda. Erano provviste
di quattro porte principali: quella orientale che immetteva nel-
la via Cassia, quella settentrionale che immetteva nella via Clodia
seconda, quella occidentale che immetteva nella via Cassia occidentale
ed infine quella meridionale che portava a Pisa.
Il loro perimetro misurava metri 2470 e circoscriveva trentotto insule,
fra grandi e piccole, riparate dal decumano massimo, dal
cardine massimo e da quelli minori.
Fuori le mura, a settentrione, c'era l'anfiteatro di forma ellittica che
misurava m. 105 x 79 ed era alto m. 14; al suo interno il teatro, il
foro , la basilica ed il Campidoglio.
Nell'età tarda antica, e con la caduta dell'Impero Romano, anche Lucca andò spopolandosi, le sue case, molte delle quali costruite in mattoni e legname, crollarono e la loro area venne adibita a prati e ad orti. Con la rinascita Carolingia, ma sopratutto con la ripresa economica ed industriale degli anni intorno al 1000, Lucca si ripopolò nuovamente, aumentò l'urbanizzazione, ripresero le industrie del ferro, le botteghe artigiane dei battiloro e battilargento ma sopratutto iniziò e si espanse in modo esponenziale l'industria della lana e della seta. Venne richiamata forza lavoro dal contado, tanto che le mura non poterono più contenere tante attività industriali ed artigiane. Pertanto dovettero spostarsi al di fuori delle mura stesse, dando così origine ai "borghi": il più importante fra questi, fu quello di San Frediano che sorse alla periferia nord-occidentale della città.
Col tempo sorsero altri borghi che continuarono ad arricchirsi di case, botteghe ed industrie. Purtroppo questi borghi, particolarmente ricchi, facevano gola ai Pisani, ai Fiorentini e ad altri stati vicini; essendo difesi solo da un fossato, dagli steccati e da bertesche di legno sorse la necessità di difenderli con strutture in muratura.
Nei primi anni del 1200 si cominciò così ad erigere le mura me-
dievali: la cosiddetta seconda cerchia di Lucca.
Era costruita con blocchi di pietra e macigno-arenaria, e misurava
circa 10-12 m. di altezza ed era spessa m. 2,50 ed aveva un
perimetro di 3390 metri;era quindi assai più lunga di quella romana
del 180 a.c.. Nelle mura medievali si aprivano quattro porte che
erano difese da due imponenti torri alte circa 30 metri: di queste
restano tutt'ora quelle delle porte orientale e settentrionale. Erano
provviste di un ponte levatoio e di un rivellino, cioè un forte in
muratura alto e spesso come le mura stesse.
Lungo il lato esterno correva il fossato difficilmente valicabile, essendo profondo mediamente m. 3-3,50 e largo anche m. 17-18. I secoli XIII e XIV furono particolarmente fortunati per la Repubblica lucchese; si arricchì infatti alternativamente' non solo con le attività bancarie, ma sopratutto con l'industria della seta: basti pensare che nel solo medioevo erano attivi a Lucca ben 3000 telai che davano lavoro a maestranze di15.000 e anche 20.000 unità. Il Governo lucchese pertanto, fu costretto a richiamare un grande numero di contadini dal contado, a lavorare nell'industria serica in continua espansione, e regalò loro il terreno dove costruirsi la casa; in molti casi addirittura il Governo stesso costruiva le case a chi avesse accettato di venire a lavorare in città.
Per la seconda volta la Repubblica fu costretta a difendere i Borghi, specie quelli di levante che si erano esposti oltre i confini delle mura nel 1200. La loro ricchezza infatti, faceva gola ai Fioren- tini che continuamente facevano scorrerie e razzie fin sotto gli steccati ed i fossati. Sorse di nuovo la necessità di difenderli anche questa volta con strutture più solide, cioè in muratura.
La terza cerchia delle mura lucchesi, quella dei Borghi, era costruita a mattoni, spessa m. 1,30, alta m. 20, provvista di merli e del camminamento di ronda. Seguiva grosso modo l'andamento della quarta cerchia, cioè di quella tardo-rinascimentale tutt'ora in essere. Con l'avvento delle armi da fuoco, le mura duecentesche e quelle dei Borghi, si rivelarono insufficienti in quanto il fuoco nemico le abbatteva con facilità. Il Governo lucchese,nel 1510-1515,decide di costruire dei grossi torrioni in corrispondenza degli spigoli delle mura, in modo da difendere con i proiettili, le zone adiacenti le fortificazioni. Secondo gli studi e le ricerche fatte dal Prof. Mencacci, le mura vennero terrapienate, cioè rinforzate sul lato rivolto verso l'interno della Città, da uno spesso ed alto strato di terra. In tal modo infatti, le mura rispondevano elasticamente alle palle di cannone e non si sgretolavano.
Dicono le cronache che Carlo V, l'Imperatore sul cui regno non tramontava mai il sole, visitò Lucca dal 6 al 10 maggio 1536. Un mattino di buon'ora, accompagnato dal suo aiutante di campo, il Marchese del Vasto, si recò a visitare le fortificazioni lucchesi; pare che, camminando sulle mura duecentesche, abbia esclamato: " Questa, o Marchese, non è una piccola città di tre case e un forno, ma una piazzaforte e non potrebbe essere espugnata se non con molte forze e lungo tempo!"
Purtroppo, con il progredire delle armi da fuoco, nonostante le torri, i torrioni ed i terrapieni, le mura duecentesche e quelle dei Borghi non furono più idonee a sostenere gli attacchi del nemico. Ancora una volta fu necessario costruire una cerchia di mura più spessa e più forte. Si iniziarono così le quarte mura,quelle attuali. La imponente co- struzione iniziò intorno al 1545 e terminò un secolo dopo. Il loro perimetro raggiunge i 4200 metri ed è rinforzato da 12 imponenti baluardi; sono costruite in mattoni addossati ad un terrapieno rivolto verso la città, alto 5-6 metri e largo almeno 10. Nei baluardi si aprono le cannoniere situate quasi sempre su due piani. Le mura cinquecentesche sono alberate; gli alberi, in effetti, hanno diverse funzioni:
- costuiscono una meravigliosa passeggiata per i lucchesi;
- con le loro radici impediscono al terreno di sfaldarsi;
- impedivano alle artiglierie nemiche di aggiustare il tiro , in quanto l'alberatura impediva di vedere alcuni punti trigonometrici, quali le torri ed i campanili.
Napoleone, in un suo breve soggiorno a Lucca, dopo aver visitato le mura esclamò: " Se dovessi sostenere un assedio da parte del nemico, sceglierei di rifugiarmi dentro Lucca in quanto ritengo che la città, difesa da un sistema di fortificazioni così per- fetto, sarebbe assolutamente imprendibile."
Il grande desiderio di libertà dei lucchesi, lo si deduce da tante particolarità fra le quali ne ricorderemo solo due:
- lo stemma araldico lucchese, bianco e rosso, è attraversato dalla parola "Libertas";
- allorchè la Repubblica costruì le mura rinascimentali (la quarta cerchia), vi aprì solo tre porte: quella settentrionale, quella occidentale quella meridionale.
Non fu aperta quella orientale in quanto rivolta verso il suo più acerrimo nemico: Firenze! Quest'ultima verrà aperta solo da Maria Luisa nella prima metà del XIX secolo.